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Con “Se Cambio Strada”, Zamaflow prosegue un percorso artistico che unisce boom bap, soul e R&B, mettendo al centro una scrittura personale e introspettiva. Il rapper torinese racconta l’amore come esperienza trasformativa, capace di lasciare tracce permanenti anche quando una relazione finisce. In questa intervista ci parla delle influenze che hanno formato il suo stile, dell’importanza del lavoro di squadra con Browsky e Matmira e delle prospettive future che lo
Non è soltanto una questione di artisti. Guardare la storia delle lineup di un festival significa osservare l’evoluzione di un’intera scena. Quando Strange Days scelse di portare Coez a Monteflavio nel 2017, il rap italiano stava vivendo una fase completamente diversa rispetto a oggi. Coez rappresentava una nuova idea di contaminazione tra cantautorato e hip hop, mentre la scena stava iniziando a uscire definitivamente dalla dimensione underground. Nove anni dopo,
Prhome firma una delle sue tracce più convincenti con “4K”, un brano che trova forza proprio nella sua semplicità concettuale. L’idea di trasformare quattro chili in una metafora del superfluo che accumuliamo ogni giorno funziona perché nasce da una riflessione autentica e viene sviluppata con una scrittura diretta, mai predicatoria. Il beat di Zesta accompagna il racconto senza distrazioni, mentre il sassofono di Andrea Poltronieri aggiunge eleganza e profondità a
OYOSHE tira fuori un disco che non gira intorno alle cose. Dentro ci sono barre, esperienza, cultura hip hop e una visione che prova a guardare oltre le mode del momento. Tra produzioni elettroniche, boombap, strumenti suonati e featuring che mettono insieme pezzi importanti della scena italiana, il rapper napoletano costruisce un progetto che parla di generazioni, cambiamento e identità senza perdere l’attitudine da MC. Un album pensato per essere
Radical Shit funziona soprattutto perché Marco Pessimo rappa con una voce e una scrittura riconoscibili. Non è uno di quelli che si appoggiano solo al beat sperando che l’atmosfera faccia tutto. Qui il centro sono le barre: come entrano, come vengono scandite, come tengono il peso del racconto senza perdersi in pose inutili. Marco ha una delivery secca, diretta, molto fisica. Non cerca la metrica acrobatica a tutti i costi,
Dopo il ritorno segnato dall’EP THE WORMHOLE, Ken Greed pubblica “Miracolo”, nuovo singolo prodotto da Frana. Un brano cupo, diretto e senza compromessi, che affonda le radici nelle sonorità metal trap per trasformare disagio, fallimenti e frustrazione in un racconto personale estremamente duro. Classe 2002, originario di Massafra (Taranto), Ken Greed inizia il suo percorso nel rap nel 2018, muovendo i primi passi tra battle di freestyle e scrittura. Dopo
“Diventare grandi” è uno di quei pezzi che non hanno bisogno di fare rumore per lasciare qualcosa. Acqua continua il percorso iniziato con Yazee e tira fuori una traccia sincera, senza personaggi da interpretare e senza pose da duro. Il focus è tutto sulla crescita personale, sulle paure che non spariscono con l’età ma che impari a gestire meglio. La produzione resta morbida, tra rap classico, sfumature r’n’b e un
Con oltre duecento concerti all’attivo tra Italia ed Europa, Ellie Cottino arriva alla pubblicazione di Matriarchia con la consapevolezza di chi ha costruito il proprio percorso lontano dalle scorciatoie e dalle dinamiche più superficiali dell’industria musicale. Il disco rappresenta una sintesi delle molte anime che hanno sempre caratterizzato il suo lavoro: l’attitudine hip hop, le influenze reggae, l’impegno sociale e una forte attenzione alle tematiche legate all’inclusione e alla partecipazione.
Easy Blood è uno di quei dischi che non cercano di convincerti con effetti speciali, strategie strane o formule pensate per rincorrere l’algoritmo. Premi play e dopo pochi secondi hai già capito dove ti trovi: barre, beat pesanti, scratch e tanta voglia di fare rap senza stare a chiedere il permesso a nessuno. Michael The Skillerz, Tau, G.Love e Dj Erbo mettono insieme un progetto che suona compatto dall’inizio alla
Dietro inquietovivere non c’è soltanto un disco, ma un percorso che attraversa cadute, trasformazioni e nuove prospettive. Nel corso di questa intervista, introness1 approfondisce il significato del progetto, raccontando il processo che lo ha portato a costruire un lavoro fortemente autobiografico, dove esperienza personale, ricerca interiore e identità artistica si intrecciano fino a diventare una cosa sola. Da dove nasce l’urgenza di scrivere inquietovivere? C’è stato un evento preciso o