“Gorizia RMX” non è il classico remix che aggiorna un brano per riportarlo nel presente. È un lavoro che prende una traccia già esistente — originariamente uscita nel 2020 all’interno del mixtape Il Sardo del Nord Vol.2 — e la trasforma in qualcosa di più stratificato, più consapevole, più collettivo.
Alla base del pezzo c’è l’incontro tra più voci: JD Il Moro, IKB, David Costello, Blurrry e Jan D, artisti legati non solo da una collaborazione musicale ma da un vissuto condiviso, da una città che torna continuamente nei loro racconti e che qui diventa il vero centro narrativo. Ognuno porta il proprio sguardo, la propria esperienza, costruendo un racconto che non è mai univoco ma fatto di prospettive diverse che convivono senza scontrarsi.
A tenere insieme tutto è la produzione di Dehaze, che ridefinisce completamente il suono del brano. Il remix si muove tra influenze jazz e sonorità urban, creando un’atmosfera densa, quasi cinematografica, che accompagna e allo stesso tempo guida la scrittura. Il risultato è un pezzo che non si limita a essere ascoltato, ma che si percepisce per immagini, per sensazioni, per frammenti.
“Gorizia RMX” è quindi un punto di incontro tra passato e presente, tra memoria e lucidità, tra identità personale e racconto collettivo. Un brano che non cerca di spiegare, ma di restituire — senza filtri — cosa significa crescere, allontanarsi e continuare, in qualche modo, a restare legati a un luogo.
Abbiamo raccolto le voci degli artisti coinvolti per entrare più a fondo nel progetto e capire cosa c’è davvero dietro questo remix.
“Gorizia RMX” ha un suono molto visivo, quasi da colonna sonora: quando lavoravate al brano pensavate più in termini musicali o per immagini?
Per immagini. Letteralmente abbiamo rivisto le varie fasi della vita in quei vicoli / viuzze e piazze accostate ai monumenti. Infatti riascoltare il brano è una sorta di viaggio interiore al nostro IO bambino, cresciuto in quel capoluogo di provincia tanto bello quanto martoriato dalla guerra e dal razzismo sottinteso di confine.
Ogni artista nel pezzo sembra raccontare una versione diversa della stessa città: vi siete mai trovati in disaccordo su cosa fosse davvero “Gorizia” per voi?
In disaccordo direi di no, bensì ognuno di noi ha quasi aggiunto se vogliamo un nuovo pezzo al puzzle, rendendolo iconico e personale al tempo stesso. Veniamo da 2 generazioni diverse, e, per quanto alcune cose siano cambiate, i riferimenti restano gli stessi per tutti e 6.
Il remix arriva a distanza di anni: secondo voi oggi direste le stesse cose nello stesso modo o questo brano è anche uno specchio di chi eravate?
Il brano originale è nato, scritto e pubblicato nel 2020, è vero, però il remix è stato ideato e scritto l’anno scorso quindi davvero molto recente, sia in termini di suono (che noi tutti consideriamo attempato, sinceramente) che in termini di vissuto reale.

C’è una linea sottile tra racconto autentico e nostalgia: “Gorizia RMX” guarda più al passato o è un modo per rileggerlo con lucidità?
Senz’altro è un inno nostalgico a quando vivevamo la città con occhi più puri, più giovani, quando ancora la vita non ti aveva bastonato abbastanza da aggiungere quel velo sugli occhi per farti vedere la realtà com’è davvero (il film “They Live” è la metafora calzante). Vengono citati il “Pieffe”, noto locale underground dove TUTTI artisti della scena rap, punk, metal (e davvero potremmo andare avanti con la lista dei generi) hanno visitato, una sorta di tappa obbligatoria di passaggio Nord-Est, e su cui abbiamo avuto il mega piacere di suonare in apertura a nomi importanti fino ad avere serate tutte e noi (JD il Moro + Reazione Allergica Click), e anche il Mostovna, ancora in attività (e Dio benedica quel locale) nella parte slovea oltre confine… C’è una sorta di rimpianto e nostalgia, certo, ma vediamo tutto con altri occhi ora, e quella lucidità di cui ci chiedete, adesso c’è.
Se qualcuno che non è mai stato a Gorizia ascoltasse il brano, secondo voi che immagine si farebbe della città — e quanto sarebbe distante dalla realtà?
E’ una cosa che ci siamo chiesti tutti e 6 parlando del brano… Per alcuni di noi, l’ascoltatore capirebbe lo struggle di chi ci ha vissuto in una provincia “esterna all’impero”, nel senso che per avere gli stessi risultati di chi è in città con più movida e movimenti socio-musicali, bisogna spingere il triplo per avere un quarto, per altri di noi invece verrebbe trasportato in una nebbia grigia fitta, cullato dalle note jazzose e ubriaco di distillati di dubbia provenienza targati 34170.

