introness1 pubblica Latakia, sia sugli store digitali che attraverso un video, e apre un nuovo capitolo del proprio percorso artistico senza inseguire l’urgenza dell’impatto immediato. Il singolo, primo estratto dal nuovo album attualmente in lavorazione, si muove su coordinate conscious rap cupe e moderne, mettendo al centro contenuto, suono e visione, in equilibrio tra radici hip hop e linguaggio contemporaneo.
Latakia nasce da un’esigenza espressiva precisa e da un dialogo creativo profondo con il produttore Promo L’inverso, costruito in studio partendo da una bozza e sviluppato fino a diventare un brano pienamente vissuto dall’artista. Non un banger pensato per il consumo veloce, ma una traccia che invita all’ascolto ripetuto, alla riflessione, alla lettura dei testi.
Nel racconto di introness1 il tempo, la consapevolezza e l’identità diventano temi centrali, affrontati con lucidità e senza sovrastrutture. Latakia si inserisce così in una tradizione hip hop ben definita, ma senza nostalgia, scegliendo una strada personale che guarda al presente con maturità e visione, anticipando un progetto discografico unitario e concettuale ancora in evoluzione.

Latakia non cerca l’impatto immediato: quanto è stata una scelta consapevole andare contro certe dinamiche attuali?
Non credo di essere andato contro a tematiche attuali, anzi, sono temi ricorrenti in determinati ambiti, quindi se arriverà questo sicuramente non posso dire di averlo fatto consapevolmente. Se ci fai caso spesso ci soffermiamo su temi che ci scuotono, cerchiamo noi stessi nei frammenti di quel che fanno gli altri, come dovessimo ricomporre qualcosa di infranto, per poi scoprire che pure in uno specchio d’acqua ci possiamo rivedere in superficie, ma nasconde un mondo che solo tuffandoti puoi esplorare.
Hai lavorato al beat insieme al produttore partendo da una bozza: che tipo di dialogo creativo si è instaurato in studio?
Con Promo è stata pura connessione. Incredibile come dopo esserci conosciuti online, in studio abbiamo lavorato come lo facessimo da sempre, con una naturalezza ed un enfasi travolgente, senza contare la rapidità con cui riuscivamo a concludere, c’era armonia ed ispirazione, in costante crescita. Un nuovo vero amico, oltre che un grande professionista. Il dialogo creativo è stato sicuramente di tipo tecnico ma legato dall’ispirazione, se si pensa che tendenzialmente vado in studio a registrare solo quando il pezzo è fatto già mio, senza leggere, a memoria, di conseguenza tendo a concludere barre in velocità con l’esatto effetto che volevo e con la mia tecnica personale. Ed Ema questo lo ha colto da subito.
Il conscious rap oggi viene spesso etichettato come “di nicchia”: tu come vivi questa definizione?
Lo reputo un concetto superato, oramai il conscious è insito in qualsiasi album mainstream se ci fai caso, nonostante ci sia un movimento a se che tende ancor più ad approfondire, ma il livello altissimo di consapevolezza, di maturità e di spunti d’introspezione lo possiamo cogliere anche da album rimasti ai primi posti Fimi per mesi.

Il tuo suono è crudo ma non nostalgico: che equilibrio cerchi tra radici hip hop e presente?
Adoro il boombap ma anche tutto ciò che suona più nuovo, negli anni in cui la drill e la trap hanno preso piede ero entusiasta, anche perché anni prima rappavo così senza averlo mai sentito e non definendolo. Cerco di sicuro l’armonia metrica senza ricadere negli schemi, ricerco un equilibrio tra stile del pezzo e contenuto. E spesso questo può scaturire in pezzi dal beat cupo ma con il testo allegro e viceversa, per fare un esempio.
Il disco è ancora in costruzione: ti lasci spazio per cambiare direzione in corsa o segui una visione rigida?
Spazio ne lascio, certo, recentemente ho chiuso un pezzo che non pensavo di mettere su un beat di un mio grande amico e produttore, vestobeats, anche se questo di per sé è un concept album a tutti gli effetti, quindi so già sia i temi che il tipo di pezzi che desidero chiudere. Ho diverse bozze ma le idee chiare, ho centinaia di provini di ogni tipo ma per questo progetto i pezzi pronti fin’ora sono 7.
Che tipo di ascoltatore senti più vicino a questo nuovo capitolo?
Ogni persona che ricerchi nella musica il contenuto e l’impatto sonoro, la ricercatezza del flow e dei testi da riascoltare e far propri.

