Ci sono dischi che nascono in studio e dischi che nascono prima, molto prima, nella vita. Tattoo, il nuovo album di Libba, appartiene senza dubbio alla seconda categoria.

Uscito il 20 marzo per Quadraro Label e distribuito da Believe, il progetto segna il ritorno del rapper romano dopo nove anni di silenzio. Un’assenza lunga, attraversata da un periodo complesso che Libba oggi rilegge come un passaggio di crescita e consapevolezza. Ed è proprio questa trasformazione a diventare il motore del disco.

La lavorazione di Tattoo è stata rapida ma intensa: quattro mesi, iniziati subito dopo la scarcerazione. Un tempo breve solo in apparenza, perché il materiale emotivo e creativo era già sedimentato. Alcuni testi arrivano infatti dagli anni di reclusione, altri nascono nel momento del ritorno alla quotidianità. Due prospettive diverse che si incontrano e danno al disco una profondità concreta, mai costruita.

Al fianco di Libba ci sono i WPRS (PL e Death Candle), che firmano produzioni capaci di muoversi tra più direzioni senza perdere coerenza. Tattoo è un disco che non si incastra in un solo suono: trap, south rap, aperture melodiche e influenze più calde convivono all’interno di un’identità precisa. Non è una ricerca di tendenza, ma una necessità espressiva.

Fin dall’intro “Dallo Stereo”, l’ascoltatore viene immerso in un racconto personale che evita ogni forma di spettacolarizzazione. “Constantine Vasceron” mette a fuoco il passaggio dalla detenzione alla libertà, restituendo quel senso di sospensione tra voglia di rivalsa e bisogno di ricostruzione. È uno dei nodi centrali del disco: cosa significa davvero tornare.

“Maranza” è il momento più diretto e polemico, una riflessione sulla scena attuale e sulla distanza tra immagine e realtà. Libba non cerca mediazioni: il suo è un punto di vista netto, che riporta il discorso sull’autenticità. Una linea che si rafforza in “1K”, dove il racconto della vita in carcere si fa più crudo e viscerale, senza mai cadere nella retorica.

Il disco però non si ferma alla durezza. In “Tattoo”, title track e fulcro del progetto, emerge una dimensione più emotiva: amore e distanza si intrecciano in una narrazione che parla di legami messi alla prova. È qui che il disco mostra una delle sue qualità migliori, riuscire a essere accessibile senza perdere verità.

“Hoodstars” apre invece a un’atmosfera più leggera, quasi estiva, ma sempre radicata nel contesto di quartiere. Un respiro necessario all’interno della tracklist, che non spezza ma arricchisce il racconto. L’unico featuring, “5 AM” con PL, conferma la volontà di mantenere il progetto personale e coerente, lontano da logiche di mercato.

La chiusura è affidata a “Ferro Nero”, una traccia che riporta tutto al punto di partenza: la realtà vissuta. Qui non ci sono filtri né costruzioni narrative, solo un racconto diretto che sintetizza il senso dell’intero album.

Tattoo è un disco che non chiede comprensione universale, ma offre uno sguardo autentico. Non è un ritorno nostalgico né un’operazione di rilancio, ma un passaggio necessario per un artista che ha scelto di trasformare la propria storia in musica.

In un panorama spesso veloce e superficiale, Libba rallenta il tempo e riporta al centro il contenuto. E lo fa con un disco che, come suggerisce il titolo, resta.

BIO LIBBA – Carlo Contaldo, in arte Libba, è un rapper e autore italiano cresciuto nella scena rap underground romana. Nel 2008 fonda insieme a Delgado il gruppo Caduta Libera, progetto che in pochi anni diventa una voce riconoscibile della scena indipendente nazionale. Con Caduta Libera pubblica due album ufficiali, Conspiracy (2012) e Revoluccion (2015), prodotti dall’etichetta romana AiTown e masterizzati da Squarta. Il gruppo porta il proprio rap in oltre 200 concerti in tutta Italia, condividendo il palco con artisti come Ill Bill, Vinnie Paz, Noyz Narcos, Achille Lauro e Coez.N Nel 2016, alla vigilia della firma con un’importante etichetta, il progetto si interrompe per vicende personali. Per Libba inizia un lungo periodo lontano dalla musica, segnato anche da sette anni di reclusione, durante i quali affronta i propri errori e intraprende un percorso di profonda crescita personale.Dopo nove anni di silenzio torna con il suo nuovo progetto solista, “Tattoo”, prodotto dal duo romano WPRS (PL e Death Candle) e mixato e masterizzato da Grandmaster Fuzzy al Quadraro Basement. Un disco che racconta la sua evoluzione artistica e umana.

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