Esce venerdì 21 ottobre 2022 “Un giorno”, il nuovo EP di Argo, al quale lavora dall’autunno del 2020. All’interno troviamo tre produzioni di Trem, due di Lomi, una co-produzione tra Argo e Trem, alcune chitarre di inarte.teo ed una strofa di Commi.
Il progetto inizia con una frattura nitida rappresentata dal singolo già rilasciato lo scorso mese “Mi hanno detto che”, prodotto da Trem, proseguendo verso un percorso di analisi personale che sembra di percorre passo dopo passo insieme all’artista. La seconda traccia “Casino”, prodotta sempre da Trem, ci regala una fotografia dettagliata quanto caotica ed autocritica che tende ad ammorbidirsi con una finta spensieratezza presentata dal terzo brano con Commi, “Chiacchiere”, prodotto da Trem che ha lasciato il giusto spazio alle chitarre di inarte.teo. Da “Cinque di mattina”, la traccia numero quattro, prodotta da Lomi, iniziamo a sentire meno peso e più respiro, come nella traccia successiva che dà il titolo all’EP, giungendo in una dimensione molto più consapevole che istintiva. Il brano che chiude il disco è “Metà settembre”, il secondo singolo di Argo rilasciato il 30 settembre, co-prodotto con Trem. Con questa traccia finale sembra ci sia un’intenzione timida di presentare un’altro punto di rottura che potrebbe rappresentare un probabile progetto futuro.
Volevamo conoscerlo meglio!
- “Un giorno” è il titolo del tuo nuovo EP. Avevi un mente un giorno in particolare quando hai scelto questo titolo?
Un giorno rappresenta quel giorno normalissimo in cui tutto ad un tratto di rendi conto di aver superato un ostacolo più grande di te. Non mi riferisco a un giorno in particolare perchè ho avuto diverse giornate che mi hanno regalato questa consapevolezza improvvisa su un determinato aspetto della mia crescita.
- E, in un periodo di ripresa come questo, quanto c’è del periodo del Covid in questo disco e di tutti i drammi che possono esserne derivati?
Il lockdown e tutto ciò che deriva dal covid ha sicuramente amplificato problemi e difficoltà che già esistevano, costringendoci in un distacco violento che sinceramente non avrei mai ipotizzato. L’aspetto positivo è che ho avuto molto tempo per capire aspetti di me e della mia musica sui quali non avevo mai dedicato più di cinque minuti. b
- E come sta la Roma musicale dopo il Covid?
Si sta riprendendo molto bene, ci sono eventi interessanti, un sacco di ragazzi super validi e tanta voglia di stare insieme. Sicuramente si dà tutto molto meno per scontato e ci si sente quasi in dovere di divertirsi e di passare belle serate, ovviamente senza mai spegnere la musica!
- In cosa consiste una co-produzione?
Dipende dai casi, nel mio caso (Metà settembre) è stato fondamentale organizzare una suddivisione dei compiti. Io avevo strutturato la composizione iniziale, le melodie principali, alcune armonizzazioni e altro, in poche parole lo scheletro della produzione.
Io però non sono un produttore, è stato un caso che quell’idea che mi era uscita dalla testa non mi facesse schifo come i precedenti esperimenti che mi era capitato di fare.
Proprio per questo motivo ho avuto bisogno di Trem che ha arrangiato un’idea che, altrimenti, sarebbe rimasta solo un’idea.Trem ha scelto i vari tipi di strumenti, ha studiato uno schema per avere un risultato bilanciato e ha anche fatto qualche modifica metrica per la sezione ritmica. Sicuramente senza un’affinità come la nostra sarebbe stato più un lavoro stressante che stimolante hahah!
- E adesso cosa accadrà nel progetto Argo?
Stiamo lavorando a due videoclip con Leonardo Lampis, poi penso che vorrò pubblicare qualche singolo, e poi non lo so, lo scopriremo vivendolo!

