Agronomist degli Smania Uagliuns, Swelto e Soulcè dei Moonloverz si sono uniti per questo inedito che si muove tra sonorità soul, trap e synth pop. Questo brano sarà l’inizio del Conscious Trap che forse contrasterà le liriche slogan e senza senso che ascoltiamo ogni giorno.

Tanto Rumore Per Nulla parla dell’epoca in cui stiamo vivendo, input infiniti, suoni, possibilità e tutto a volte sembra perdere senso, sembra ci si muova inutilmente verso un qualcosa che per la strada perde d’importanza.

“Quanti affanni, strepiti, urla”… ma per cosa? Tanto rumore per nulla.

Bisogna forse solo lasciar fluire e non accanirsi per trovare un senso che il tempo porterà?
Ogni ferita ha un suo processo di guarigione. Sta a noi decidere se accelerarlo o rallentarlo, se dargli importanza o meno, se combattere o arrendersi, se accettare o plasmare ciò che abbiamo intorno.

 Disponibile in tutti i digital stores.



Testo:
Mi muovo, devo, motivo non vedo,
automatismi in cui io non credo più.

E devo sbrigarmi ma non posso appigliarmi
a risorse che non ho più.

Quanti affanni, strepitii, urla,
tanto rumore per nulla.
Non voglio fare neanche un passo in uno spazio finito,
in cui il movente che hai è sbiadito oramai.

Certi momenti tutto intorno è vuoto
senti solo il frastuono di quei lamenti
che a stento capisci in toto, il tempo colora l’orologio
e tu pagheresti oro per focalizzare ogni voce del coro

E capire come andrà finire dopo
perché ci si dimena, se tutto si sistema?
Nascondi i retroscena, perché un cavillo al microscopio
se ingrandito può rovinare l’equilibrio dell’intero schema

Baby il dolore è come una bomba al nitro
che non fa rumore ma che macchia il tuo vestito
devi sputare rabbia e vedrai tornerà il sorriso
quando tutto sarà passato come un participio

Se per principio perdi tempo a convincerti che ogni cosa
non è mai come la pretendi…
la vita Ë una perenne cotta in un lungomare litoraneo
e va vissuta al meglio tutto Ë temporaneo

Mi muovo, devo, motivo non vedo,
automatismi in cui io non credo più.

E devo sbrigarmi ma non posso appigliarmi
a risorse che non ho più.

Quanti affanni, strepitii, urla,
tanto rumore per nulla.
Non voglio fare neanche un passo in uno spazio finito,
in cui il movente che hai è sbiadito oramai.

Sono giorni che non scrivo ma il tuo numero lo so a memoria
molti che ti dicono nel nucleo è dove sta la storia
volti che somigliano a chi è libero e sta senza boria
ma in queste notti non ragiono in mezzo alla baldoria

Tanto rumore per nulla già come il Bardo
io ho mani sporche e l’anima da Gattopardo
ma qui si latita sempre tra gelo e caldo
e si lacrima mentre si ride e su dammi del matto
Io ho visto le albe a settembre e mangiato l’aria
e scritto lettere che iniziano con ‘Cara’ ma
non ci sto dentro se manchi mentre non stringo i tuoi fianchi
mi sembra folle guardarti senza strapparti l’anima

Ci si perde dentro i vicoli delle intenzioni
poi ci si cela dietro strategie e invenzioni

e mentre scappo dalla noia alzo un bicchiere prosit
e faccio un passo nella voglia di silenzio, oh si

Mi muovo, devo, motivo non vedo,
automatismi in cui io non credo più.

E devo sbrigarmi ma non posso appigliarmi
a risorse che non ho più.

Quanti affanni, strepitii, urla,
tanto rumore per nulla.
Non voglio fare neanche un passo in uno spazio finito,
in cui il movente che hai è sbiadito oramai.

Mi muovo mo devo, motivo non vedo,
possiedo il planisfero, non c’è mezzo sentiero.
No se lo que quiero,
nel mondo straniero,

nel cuore un solero,
ma brucia anche sotto zero.


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