Odi et Amo è un progetto che non prova a trovare una sintesi, ma a restare dentro il conflitto. Cipo costruisce il suo primo EP ufficiale attorno a una tensione costante, quella tra odio e amore, senza mai cercare una risoluzione o una chiave di lettura definitiva. È proprio questo a renderlo credibile: non c’è la volontà di spiegare o semplificare, ma quella di restituire una condizione emotiva reale, fatta di sbalzi, contrasti e momenti in cui una parte sembra prevalere sull’altra, salvo poi ribaltarsi subito dopo. Il disco si muove così, in equilibrio instabile, e riesce a mantenere una coerenza interna proprio grazie a questa continua oscillazione.

La scrittura è il cuore del progetto. Non c’è ricerca estetica fine a se stessa, non c’è la volontà di dimostrare qualcosa dal punto di vista tecnico: tutto è funzionale a quello che deve arrivare. Le barre sono dirette, a tratti grezze, ma sempre centrate su un’esigenza espressiva chiara. Cipo non scrive per costruire immagini patinate o per inseguire una forma, ma per mettere ordine — o forse disordine — dentro quello che vive. Ed è qui che il disco trova la sua forza: nella capacità di trasformare esperienze personali in qualcosa che, pur restando intimo, riesce a essere riconoscibile anche per chi ascolta.

L’assenza di featuring contribuisce a rendere Odi et Amo ancora più compatto. Non ci sono deviazioni, non ci sono interferenze esterne: il progetto si sviluppa su una sola voce, una sola prospettiva, dall’inizio alla fine. È una scelta che oggi va controcorrente, soprattutto in un contesto in cui spesso i dischi vengono costruiti per accumulo, tra collaborazioni e incastri pensati più per allargare il pubblico che per rafforzare un’identità. Qui succede l’opposto: si restringe il campo, si elimina il superfluo, si punta tutto sulla coerenza.

Anche le sonorità seguono questa direzione. Non cercano l’impatto immediato, non si appoggiano ai codici più riconoscibili del momento, ma costruiscono uno spazio in cui la voce può muoversi senza vincoli. Questo rende l’ascolto meno immediato, meno “facile”, ma anche più personale. Odi et Amo non è un disco che ti prende al primo ascolto per poi esaurirsi: è un lavoro che richiede tempo, attenzione, e che proprio per questo riesce a lasciare qualcosa di più duraturo.

In un panorama in cui molti progetti sembrano nascere con l’obiettivo di funzionare prima ancora che di esistere, Cipo fa una scelta diversa. Non cerca di piacere a tutti, non prova a inserirsi in una direzione precisa. Costruisce qualcosa che gli appartiene, anche a costo di restare fuori traiettoria. E oggi, questa è già una presa di posizione.

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