Non è soltanto una questione di artisti. Guardare la storia delle lineup di un festival significa osservare l’evoluzione di un’intera scena. Quando Strange Days scelse di portare Coez a Monteflavio nel 2017, il rap italiano stava vivendo una fase completamente diversa rispetto a oggi.
Coez rappresentava una nuova idea di contaminazione tra cantautorato e hip hop, mentre la scena stava iniziando a uscire definitivamente dalla dimensione underground.

Nove anni dopo, il festival propone Villabanks e Massimo Pericolo. Due artisti che raccontano un’altra generazione, un’altra estetica e un altro modo di intendere il rap.
Nel mezzo sono passati Mostro, Rancore, Brusco, Shade, Gianni Bismark, Boro Boro e Il Pagante. Più che una semplice successione di nomi, è il racconto di come sia cambiato il gusto del pubblico e di come un festival indipendente abbia saputo adattarsi ai cambiamenti della scena senza rincorrere semplicemente le classifiche.
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