Con “Bacco”, in uscita il 19 febbraio, Ale Zuber accende i riflettori su una figura che resta sempre ai margini del racconto: l’uomo che sistema le macchie, quelle sui vestiti e quelle sui soldi.

Il protagonista del brano lavora in una tintoria. È il suo primo mestiere, quello ufficiale. Smacchia, stira, restituisce dignità a giacche e camicie impregnate di eccessi. Ma c’è un secondo lavoro, più silenzioso e decisamente meno legale: ripulisce denaro sporco per chi ne accumula tanto attraverso traffici illeciti. Lo chiamano Bacco, come il dio del vino, ma qui l’ebbrezza non è nel calice. È nel potere di far sparire le tracce.

Ale Zuber costruisce un racconto in prima persona, entrando nella mente del personaggio e trasformando la sua routine in una metafora della nightlife contemporanea. La città brilla, i club esplodono di musica e corpi in movimento, il lusso sfila sotto le luci intermittenti. Ma ogni sistema scintillante ha bisogno di qualcuno che, lontano dagli sguardi, tenga tutto in ordine. “Bacco” è quell’ingranaggio invisibile.

La scrittura è street, diretta, immersa in un’estetica fast life che non concede moralismi. Non c’è condanna né celebrazione, solo una fotografia lucida di un mondo dove il confine tra legale e illegale si assottiglia fino a diventare una cucitura sottile. I vestiti sporchi delle persone sporche diventano un’immagine ricorrente, potente, quasi ossessiva. Pulire è un gesto tecnico, ma anche simbolico. È controllo. È complicità. È sopravvivenza.

Sul piano sonoro, il singolo mescola sonorità club e influenze latine in modo magnetico. Il beat è pensato per la pista, con un’energia che spinge in avanti e un groove sensuale che avvolge. È un brano che funziona nel pieno della notte, quando il locale vibra e l’aria è densa, ma allo stesso tempo mantiene un’anima narrativa che lo distingue dal classico anthem da dancefloor.

Con “Bacco”, Ale Zuber conferma la sua attitudine da storyteller urbano, capace di trasformare un personaggio borderline in un simbolo più ampio. La notte, nel suo racconto, non è solo festa. È un ecosistema complesso, fatto di luci e ombre, di chi si espone e di chi resta dietro le quinte a cancellare le tracce. E mentre la pista continua a ballare, Bacco continua a lavare.

BIO – Ale Zuber è uno degli artisti italiani più riconosciuti e seguiti nel panorama nightlife internazionale, in particolare nella scena di Ibiza, dove il suo nome è diventato sinonimo di energia e spettacolo. DJ, performer, produttore e conduttore radiofonico, Ale incarna un vero e proprio “one man show”, capace di fondere selezione musicale e performance vocale in un’esperienza coinvolgente e distintiva.Il suo stile attraversa l’universo urban contemporaneo, mescolando hip hop, reggaeton e influenze latine con richiami alla scena italiana e internazionale, mantenendo sempre un contatto diretto e potente con il pubblico. Più che un semplice DJ set, quello di Ale Zuber è uno show completo, in cui la console e il microfono diventano strumenti complementari per accendere la pista e trasformare ogni serata in un evento memorabile. Nel corso della sua carriera ha collaborato con artisti di fama mondiale come David Guetta, Ozuna, Nicky Jam, Busta Rhymes e Tyga, oltre a protagonisti della scena italiana tra cui Sfera Ebbasta, Capo Plaza, Rocco Hunt e Guè. Parallelamente al suo percorso live, ha avviato la sua attività da produttore pubblicando musica originale e raggiungendo migliaia di ascoltatori mensili sulle piattaforme digitali. Voce radiofonica seguita e presenza costante nei principali club e festival internazionali, Ale Zuber continua a costruire un’identità artistica solida e riconoscibile, portando avanti un progetto che unisce intrattenimento, autenticità e visione globale. Il nuovo singolo “Bacco” rappresenta un ulteriore passo in questa evoluzione, confermando la sua capacità di raccontare la notte contemporanea attraverso un sound personale e immediato.

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