Con MONSTAH, Marti Stone & El Santonada continuano a definire un’identità artistica sempre più precisa, costruendo un ponte naturale tra elettronica, rap e attitudine live.
Il nuovo singolo del duo è una scarica drum and bass ad alta tensione, caratterizzata da beat serrati, bassline abrasive e una forte presenza scenica che attraversa tutto il brano.
Dopo Sugar Craving, che lavorava su una dimensione più emotiva e introspettiva, MONSTAH mostra il lato più diretto e aggressivo del progetto. Il focus qui non è il sentimento, ma l’impatto. È musica pensata per muoversi, per essere urlata sotto palco, per trasformare energia e pressione in identità sonora.
Il ritornello “rockin’ the set like a monstah” funziona esattamente in questa direzione: semplice, ossessivo, immediato. Più che un hook, una dichiarazione di intenti. Marti Stone porta barre crude e magnetiche, mentre El Santonada costruisce una produzione che spinge costantemente in avanti, senza lasciare spazio a pause o distrazioni.
Ma la forza del progetto sta soprattutto nella capacità di tenere insieme mondi diversi senza risultare forzato. Dentro MONSTAH convivono elettronica, hip hop, cultura club e una forte componente urban che emerge sia nella scrittura che nell’attitudine. È un equilibrio che il duo definisce R&Bass, un linguaggio nato spontaneamente durante una lunga serie di sessioni in studio tra novembre e dicembre 2025.
In appena quattro settimane, Marti Stone & El Santonada hanno dato vita a quattordici brani, costruendo un immaginario in cui convivono estremi emotivi e sonori: rabbia e dolcezza, caos e lucidità, introspezione e impatto fisico. Non a caso, il concept che accompagna il progetto si chiama Tutto Tutto / Niente Niente, una filosofia che il duo vive come un vero e proprio manifesto creativo.
Anche la dimensione live ha avuto un ruolo fondamentale nella crescita del progetto. Prima ancora delle release ufficiali, Marti Stone & El Santonada hanno iniziato a portare i loro brani sul palco, trasformando i concerti in uno spazio di sperimentazione continua. In pochi mesi il duo ha già suonato in diverse città europee, arrivando a esibirsi in tre capitali europee e consolidando un rapporto sempre più forte con il pubblico.
Ed è proprio dal vivo che MONSTAH sembra trovare il suo habitat naturale. La struttura del brano, l’energia costante e l’attitudine quasi performativa fanno pensare a una traccia costruita per il contatto diretto, per il sudore, per il caos controllato di un live club-oriented.
Interessante anche il legame tra il singolo e il passato artistico di Marti Stone. Il testo di MONSTAH, infatti, nasce da un vecchio brano scritto nel 2014, durante il suo primo contratto discografico. Oggi quel mood viene recuperato e aggiornato grazie alla collaborazione con El Santonada, che ne ha rinfrescato il sound riportando al centro quella sensazione di sentirsi nuovamente “nel prime”.
Con MONSTAH, Marti Stone & El Santonada dimostrano quindi di avere una direzione precisa: costruire un universo sonoro che non scelga tra impatto ed emotività, tra elettronica e rap, ma che riesca a tenerli insieme dentro qualcosa di personale e riconoscibile.
E se questo è soltanto l’inizio, il progetto sembra avere ancora molto da mostrare.

