Lil Cerry ha solo 16 anni. Al secolo Francesco Ceruti, da poco il giovane rapper ha pubblicato sulle piattaforme digitali per BIT Records il suo ultimo singolo, Critical Story. Il brano è accompagnato dal video ufficiale su YouTube, diretto da Davide Tombini e con la produzione del team VaDeMa Music.

Un flusso di rime senza sosta, che con la sua voce roca e estremamente matura per la sua età, si misura con lo storytelling presente nel pezzo. Un brano che racconta e rispecchia il clima di tensione che Lil Cerry vive in America, a qualche ora da Seattle, dove si è trasferito da poco, a contatto con una società in cui possedere un’arma è normale e anche trovarsi in situazioni spiacevoli, di violenza e aggressività.

La stessa aggressività la vuole trasmettere nella strumentale, che Lil Cerry ha prodotto da sé. L’artista è infatti anche producer e musicista (suona chitarra, basso e batteria), e influenzato dall’old school e dalla new wave del rap americano, compone i suoi pezzi alla ricerca della forma perfetta per sostenere quello che ha da dire in musica. Gli abbiamo voluto porre qualche domanda sul suo ultimo singolo per conoscerlo meglio.

Ciao Lil Cerry, è un piacere averti qui con noi. Solo 16 anni e già fai musica in modo molto serio: come ti sei avvicinato al rap (e alla produzione) e quali sono le tue ispirazioni?

Mi sono avvicinato al mondo del rap e a quello della produzione qualche anno fa. Ho iniziato a produrre musica inizialmente per registrarmi mentre suonavo. Poi, quando ho scoperto il rap (in un giorno in cui ho ascoltato per la prima volta 2pac) ho deciso di imparare a produrre non solo con gli strumenti suonati live, ma anche di imparare a fare beat.

Da quale elemento parti quando devi comporre un tuo brano? Preferisci buttare giù l’idea per un testo o parti prima dalla bozza della strumentale?

Parto sempre con la strumentale, penso sia la parte più importante di una canzone perché è quella parte che ti cattura (oppure ha l’effetto contrario), appena la fai partire.

Che tipo di percorso hai fatto prima di arrivare a Critical Story, il tuo ultimo singolo? Sappiamo che ne sono usciti altri in precedenza… cosa cerchi di raccontare in ogni tuo pezzo?

Prima di Critical Story ho fatto altri due singoli (Black Haze e Samurai) e quello che cerco di trasmettere è la voglia e l’attitudine di cambiare e variare generi musicali, senza focalizzarmi su uno solo in particolare.

Lil Cerry

Hai detto che il tuo nuovo singolo rispecchia l’atmosfera che stai vivendo ora che sei negli USA, a Seattle. Credi che sia un paese difficile da vivere? E sul lato musicale invece come ti trovi o dove vorresti essere?

Sì, vivo a qualche ora da Seattle e la struttura sociale e culturale locale è quasi completamente diversa dalla nostra. Sul lato musicale, invece, parlare inglese 24 to 7 mi sta aiutando tantissimo a capire testi, film, dialoghi…

Che tipo di sonorità esplori nella tua musica? Quali senti più vicine a te e che direzione vorresti dare alle tue produzioni?

Nella mia musica cerco sempre sonorità aggressive e cupe che rimandano al mondo punk/rock. Allo stesso tempo mi ispiro ad artisti del mondo rap che utilizzano, anche loro, sound cupi e aggressivi.

Segui anche la scena musicale italiana e se sì, cosa ne pensi?

Non l’ho mai seguita tanto quanto quella americana. Penso, però, che la nuova scena drill che si è sviluppata negli ultimi mesi stia spaccando in quanto ha sonorità molto simili a quelle di UK e NY, che sono molto popolari qua dove sto vivendo ora.

Cosa ci sarà dopo Critical Story?

Dopo Critical Story ho già nel cassetto un po’ di pezzi e continuo a lavorare al mio primo album, che non so ancora quando uscirà, ma tenetevi pronti!

 

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